lunedì 27 maggio 2013

I colori del passato



Nella confusione di mondi lontani
ritorna il passato
sotto forma di carezze
di seta.

Ha i gialli, i rossi, i verdi
non ancora artefatti
dalla civiltà
sotto il blu del cielo.

E i sogni volano
tra le nuvole
mentre i brividi percorrono
le carni.

Scacciano la malinconia
mi vestono di rosso passione
e di sapori antichi
di terra, di sabbia, di mare.

venerdì 24 maggio 2013

Primavera


Come vorrei
riacciuffare pezzi di passato
e riviverli
almeno per un'ora!

Saudade, spleen, nostalgia...
adombrano
talora i miei giorni
per lo più ricchi di sole.

Fuori la primavera
ha vestito i campi
gli alberi
e i prati...

Solo in città
ondeggia il pulviscolo
volano pollini
nascondono in un artificio la vita.

Quella vita
che vorrei riacciuffare
anche solo
per un attimo.

giovedì 9 maggio 2013

L'imperativo del bunga bunga


Nella vita, avrei dovuto essere più furba
più cinica,
più disonesta.

Non c'è stato posto
nella mia Italia
nell'Italia del bunga bunga
per chi ascoltava l'imperativo categorico.

Kant si sbagliava
l'imperativo non è radice
è solo costruzione sociale
che si allenta
scompare
ridiventa
imperativo a delinquere.

Non avrei dovuto essere come sono stata
in un'Italia del bunga bunga
in cui l'imperativo coincide col tornaconto personale.

Così
non ho vissuto
presa da nietzschiana rassegnazione.

Chissà, se sarei stata ancora più sola,
ancora più disperata.

sabato 6 aprile 2013

Come farfalla leggera


Vorrei vivere leggera
come farfalla leggiadra
che paga del sole
si posa
sui fiori
abbacinati
dal sole
di primavera.

Vorrei vivere leggera
come fiore di ciliegio
che gode tra i fiori
di uno sprazzo di vita
di uno sprazzo di luce
di uno sprazzo d'amore.

Sono nata donna
diventata pesante
caricata di fardelli.
La vita?
Che sia piena d'amore oblativo...
mi hanno detto.

Il vivere?
In obbedienza...

Ma, allora, perché
sono così stanca, pesante, vuota
se era questa la via?

Purtroppo non era questa la via
essa non era che la via della rassegnazione.
Nietzsche insegna.
Ma, io, l'ho appreso tardi.

martedì 26 marzo 2013

Al di là dell'inspiegabile


Una volta scrutavo il cielo. Mi piaceva perdermi nell'infinito e chiedermi cosa ci fosse al di là dell'inspiegabile e dell'assurdo. Dell'assurdo, sì. Perché, pare un controsenso chiedersi il perché delle cose, dell'esistenza umana, mentre la Verità esula dalle possibilità raziocinanti dell'uomo. Ora, non mi faccio più domande, mi sono persa in una noiosa distrazione, che definire divertissement sarebbe troppo.